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MISTICI - Articolo Don E.Zucchini Presentazione Libro Indagini scientifiche su scritti Valtorta






Newsletter n. 16/20

Articolo di Don Ernesto Zucchini su:

“Indagini scientifiche sugli scritti di Maria Valtorta” (Matricciani, De Caro)

presentazione

Com’è possibile superare ogni forma di devozionismo? Anzitutto distinguendo la devozione dal devozionismo; in secondo luogo, usando bene della ragione che il Buon Dio ci ha donato. Chiedere l’intercessione di un Santo o della Santa Madre di Dio, in uno dei tanti titoli che Le sono attribuiti, è certamente una cosa bella e buona; invocare il soccorso di Colui che tutto può, è ancora meglio; sostenere una certa pia pratica per lodare, ringraziare, adorare un qualche modo in cui Dio si è rivelato, è altrettanto un ottimo atteggiamento. Ma la nostra vita religiosa non deve fermarsi qui. Se questo accade, se ci fermiamo alla sola devozione non fondandola mai sulla Rivelazione, se non diamo ragione alla nostra intelligenza dei motivi per cui crediamo, se non cerchiamo di approfondirne i fondamenti, il minimo che succeda è che cadiamo nel devozionismo: in quell’atteggiamento cioè puramente emotivo, superficiale, emozionale, commovente, toccante e magari lacrimevole, che soddisfa, forse, il cuore, ma non la ragione. E siccome ogni uomo è un insieme di cuore e ragione, non usando una delle due in modo adeguato, il minimo che possa capitare è di ritrovarsi ad essere meno umani.

Affrontare la lettura dell’Opera Valtortiana in modo devozionistico è certamente possibile, e magari se ne ricava un bene anche grande. Ma ha un limite terribile: è un bene che riguarda il solo lettore, cioè è un fatto solo soggettivo. Gli scritti di Maria Valtorta sono per tutti, dunque devono avere degli elementi che li rendono oggettivi, validi per tutti, anche per coloro che alla fine – per un motivo o per un altro, non ha importanza – liberamente ne rifiutano il messaggio, il modo in cui sono proposti e arrivando anche ad un’avversione vera e propria. A ciascuno di porsi come meglio crede.

Il retroterra che continua purtroppo ad essere presente nel mondo è il famoso articolo dell’Osservatore Romano del 6 gennaio 1960, in cui l’allora “Poema dell’Uomo-Dio” veniva tacitato come “una vita di Gesù malamente romanzata”. Anche attualmente c’è ancora qualcuno che continua a riferirsi a questo articolo e magari, se può, continua a riproporlo, come se Maria Valtorta avesse scritto un romanzo inventato e pieno di errori di ogni tipo. Un qualunque devozionista non tiene conto di questi atteggiamenti: gli piace, lo commuove, e tanto gli basta. Al devozionista non interessa provare che le affermazioni del 1960 erano sbagliate, e quindi false. Questa è stata la situazione degli scritti Valtortiani fino al 2012; dal marzo di quell’anno iniziò, grazie all’ing. Jean-François Lavère e al suo libro “L’Enigme Valtorta”, un nuovo tempo. Con lui e per la prima volta, l’analisi scientifica entrava in campo, facendo finalmente giustizia. Il devozionismo, capace anche di falsificare i testi valtortiani, era infine scalzato.

Il testo appena uscito dei proff. Emilio Matricciani e Liberato De Caro: “Indagini scientifiche sugli scritti di Maria Valtorta” (Fede e Cultura, Verona 2020, pp. 156), che la nostra Fondazione ha sponsorizzato, rendendolo testo pubblicato e diffuso, fa compiere un ulteriore passo verso la piena verifica scientifica dei testi sopra citati. Ciò che è mancato per 59 anni, ora è venuto alla luce.  Gli articoli raccolti in questo testo affermano la scientificità dei testi Valtortiani, e con essa la veridicità storica, culturale e fattuale, in una parola: scientifica.

Come scrive il prof. Matricciani nell’introduzione “Un articolo tecnico-scientifico è pubblicato validamente se appare in riviste che costituiscono la letteratura principale. La pubblicazione è valida se: È la prima pubblicazione che riporta informazioni sufficienti per permettere alla comunità scientifica, contemporanea o futura, di valutare le osservazioni, la teoria, i risultati, il processo intellettuale, o di ripetere gli esperimenti. È sottoposta a giudici competenti. È pubblicata su una rivista, o atti di un congresso, disponibili in modo permanente e senza restrizioni”. Questo testo è allora il primo libro – lo sono cioè i tre articoli qui tradotti e verificati dagli autori, nella loro edizione originale – integralmente scientifico sugli scritti Valtortiani. E gli altri di De Caro, Lavère, Aulignier? Ancora il prof. Matricciani afferma tre possibilità di stesura scientifica: la “Letteratura principale, la Letteratura secondaria e la Letteratura grigia”. Il testo in esame appartiene alla “Letteratura principale”, gli altri lavori non “certificati”, per quanto importanti e utili, non sono pienamente “scientifici”, restano “letteratura scientifica secondaria”. Proprio per questo, il testo “Indagini scientifiche sugli scritti di Maria Valtorta” è una svolta e un invito a tutti gli studiosi Valtortiani di continuare, se possibile, su questa strada.

Devo anche aggiungere che proprio lo statuto di scientificità che il libro possiede ha doverosamente dei passaggi che devono essere profondi e perciò obbligano ad una maggiore attenzione. Ma è anche il loro pregio. Devozionisti amici o nemici, studiosi amici o nemici, devono comunque affrontare queste prove e devono obbligatoriamente tenerne conto.

Per tutti rimane la ferma certezza che gli scritti di Maria Valtorta sono un dono d’Amore del Cielo per tutti gli uomini, sia che lo accolgano sia che lo rifiutino, e il contenuto scientifico che tocca praticamente ogni pagina de “L’Evangelo come mi è stato rivelato”, ne è la prova.

don Ernesto Zucchini









 
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