Omelia 5^ Domenica T.O. 7.2.2021





Il progetto di Dio è donare gioia e grazia contro il dolore e il male. L’Evangelizzazione è il “respiro” per chi evangelizza e per chi è evangelizzato, perchè è annunciare il vangelo che rinnova tutte le cose. E solo Gesù può dare, ora, una soluzione generale a questo mondo e farlo uscire da questa  “porcheria” in cui si è cacciato.

nº 2038

Omelia 5^ Domenica T.O. (07.02.21)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Lui conforta i cuori

Gesù ha guarito molti

Il salmo dona una  risposta a tutte le angustie che ci circondano nelle nostre sofferenze: “Risana i cuori affranti e fascia le loro ferite” (S 146). La Parola di oggi è carica di dolori, sofferenze e sofferenti. Da Giobbe sofferente, alla suocera di Pietro, dai malati che corrono e ai bisognosi del Vangelo.Percorriamo un grande rosario di miserie dell’umanità. Dio ha fatto l’uomo dal fango pieno di fragilità. La vita si dipana tra dolori e mali. Ma il Padre del Cielo manda suo Figlio per liberarci da tutti i mali e dalle disgrazie spirituali e corporali. Dio vuole l’uomo vivo. Il progetto di Dio non è il male o il dolore, ma la gioia e la grazia. Gesù stesso, passando ovunque, non smise di appoggiarsi sempre nel Padre. Per questo è risorto. Egli ha vinto il male e la morte. San Paolo proclama: “Dov'è, o morte, la tua vittoria? Dov'è, o morte, il tuo pungiglione? Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la Legge. Siano rese grazie a Dio, che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!” (1 Cor 15, 55-57). Il dolore di ogni persona è un riflesso di quanto fa male il male. Vediamo il mondo che si dibatte  tra le sofferenze, soprattutto tra i poveri. Ma il male maggiore è il peccato che distrugge l’uomo  e lo conduce ad essere una fonte di male. Giobbe descrive con la propria vita l’esperienza del male. Chi resiste nella fede, attende i tempi di Dio. Il male non è il fine dell’uomo. Gesù ci dice che la fede è il rimedio per ogni male.

Soffio di vita

Gesù guariva e allo stesso tempo dava il soffio di vita. Percorreva la Galilea predicando nelle sinagoghe. La predicazione di Gesù è l’annuncio del soffio di Vita che viene sul mondo, e sui più sofferenti. Prendeva la sua energia spirituale dall’incontro con il Padre nelle sue preghiere: “Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava” (Mc 1,35). Lì traeva l’energia trasformatrice. La sua preghiera è come se lo ricaricasse per poter dare il rimedio più grande che è l’evangelizzazione. Egli pregava in ogni luogo. È lo stesso cammino che fa Paolo: “Pregare per me, non è un motivo di vanto, perchè è una necessità che mi si impone:guai a me se non annuncio il Vangelo!” (1 Cor 9,16). L’evangelizzazione è il respiro di chi evangelizza e anche per chi viene evangelizzato. Purtroppo la nostra evangelizzazione ha perso il suo vigore e vediamo il corpo della Chiesa, debilitarsi. Abbiamo perso il senso? Stiamo evangelizzando? Evangelizza solo chi ha in Gesù Cristo la sua verità. Altrimento le parole si perdono nel vuoto.

Pregare è un incarico che ho ricevuto

In mezzo al dolore e alle difficoltà della vita, il Vangelo libera dai molti dolori che invadono il cuore e la vita di ogni persona. Gesù guariva affinchè il Vangelo penetrasse nei cuori  e tutti potessero servire, come la suocera di Pietro: “Gesù si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva”. Il servizio più grande che possiamo prestare è annunciare il vangelo che rinnova tutte le cose. Questa è una gloria. Questo è anche il salario. La paga è la gioia di annunciare. Quando si dice: “Siamo servi inutili. Facciamo ciò che doveva essere fatto” (Lc 17,7), non si tratta di un lavoro inutile, ma dell’unione tra servo e servizio. La paga è il piacere di evangelizzare. Paolo dice ancora: “annunciare ... non lo faccio di mia iniziativa ma è un incarico che mi è stato affidato” (1 Cor 9,17). Si identifica con la missione evangelizzatrice. Questo è il servizio fondamentale che Gesù ci affida: “Andate in tutto il mondo e annunciate il vangelo a ogni creatura” (Mc 16,15).

 

Letture: Gb 7,1-4. 6-7; Sal 146; 1 Cor 9,16-19.22-23; Mc 1, 29-39



 
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