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Articolo sulle apparizioni Mariane del nostro tempo






Sulle Apparizioni Mariane del nostro tempo

 Guardando trasmissioni anche in emittenti cattoliche, non posso fare a meno di chiedermi se  dobbiamo inginocchiarci all’opinione dei giornalisti. Sembrano diventati i nuovi paladini della Verità. Sia per quanto riguarda la vicenda del coronavirus, sia per quanto si riferisce alle indagini sul “Sacro”, nei media è predominante l’opinione dei giornalisti, ma raramente si ascolta la voce di un vero esperto sulla materia o, raramente si dà ad essi il dovuto tempo per impostare in modo  esatto le questioni.

Non si capisce perché i giornalisti vanno a cercare sempre qualcosa di “morboso” o “interessi personali” nei veggenti delle varie Apparizioni del nostro tempo. Questo non fa bene ai cattolici, proprio perché non c’è solo questo su cui informare. Una informazione seria meriterebbe indagini più accurate. Non andrebbero presentati i fatti solo per quegli aspetti che fanno comodo al giornalista di turno, tacendone molti altri che darebbero un quadro più completo. Il mordi e fuggi, per certe notizie di fede, è soltanto nocivo alla fede stessa e al rispetto per le persone, per la Chiesa e per il Sacro. E soprattutto nocivo alla verità.

Non voglio neppure spacciare come credibile la numerosa congerie di eventi che riguardano le apparizioni del nostro tempo. Lascio alla Chiesa il compito di stabilirne la veridicità. Tuttavia, voglio riportare la mia esperienza personale, soggettiva indubbiamente, insieme alle mie riflessioni di cattolica. Ciascuno poi aggiunga le sue. Perché non ci sono solo i giornalisti a osservare questi eventi.

Ho assistito a qualcuno di tali eventi e visitato luoghi in cui sono avvenuti, questo mi ha creato un notevole beneficio spirituale.  Uno di essi è indubbiamente l’aver pregato insieme a tanta gente, e bene, (es. recitare bene il Rosario o una preghiera). Ne ho ricavato  un grande conforto di fede.  Non succede sempre nelle nostre Parrocchie!

Inoltre, vedere panorami conosciuti e vederli sotto una luce di nuova “bellezza”, è una esperienza veramente particolare. Saperli guardati e scelti dal Cielo, sorprende.

Per quanto riguarda invece i messaggi, spesso duri e a volte annunciatori di sventure: non si può per questo incolpare i veggenti di “catastrofismo apocalittico”. Se leggiamo il Nuovo Testamento: i Vangeli  e l’Apocalisse, notiamo che non ci vanno leggeri riguardo agli  “ultimi tempi”. Che ricordo sono cominciati dall’Ascensione al Cielo di Gesù.

Catastrofi nella storia ne sono sempre avvenute, e ancora avverranno, in quanto calpestiamo un pianeta vivente e in movimento, che attraversa anch’esso le sue ere geologiche e noi siamo inseriti in esse. Misconoscere gli avvertimenti che vengono dal cielo, soprattutto dalle apparizioni approvate dalla Chiesa, potrebbe essere un tantino imprudente. Per le altre regolatevi come credete opportuno. Tuttavia il credente non è obbligato a credere né alle une né alle altre. Ma se attua qualche invito, anche delle rivelazioni non ancora approvate, forse non fa male; soprattutto quando esse richiedono: preghiera, conversione, confessione. Queste dovrebbero essere azioni normali per un credente ma forse le abbiamo dimenticate presi come siamo dalla fatica di vivere.

Vorrei ricordare un inciso della morale cattolica, la quale ci spiega che chi trasgredisce le leggi di natura, trova in tale trasgressione già la sua sanzione. Comunemente si dice che la natura non perdona. Si può anche dire che la natura si ribella al nostro peccato. Tante catastrofi, tanto sovvertimento della natura contro l’umanità, nel nostro pianeta, sono direttamente proporzionali alla mancanza di fede, alla diminuzione della fede nel mondo, fino alla sua quasi scomparsa. Anche se la mano umana su tali catastrofi ne rende più gravose le conseguenze. Per esempio: se non si costruisse sul bordo dei fiumi o nel letto dei fiumi disseccati, forse si eviterebbe che nelle alluvioni l’acqua si porti via le case. Se si salvaguardasse e monitorasse meglio il territorio scosceso, forse la Costiera amalfitana non sarebbe crollata. Se inquinassimo di meno l’aria sarebbe più respirabile. Se non manipolassimo i virus forse le epidemie non ci sarebbero. Se attuassimo una vita sessuale regolata non ci sarebbe l’Aids.

San Paolo, sulla natura ci ricorda quanto segue: “Io ritengo, infatti, che le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi. La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa, infatti, è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l'adozione a figli, la redenzione del nostro corpo” (Rm. 8,18-23). Chi ha sottomesso la natura è il peccato dell’uomo, anch’essa, dunque,  attende la nostra redenzione totale, nel desiderio del rinnovamento anch’esso totale e finale. Insieme noi e il creato percorriamo un  cammino comune e come il peccato dell’uomo l’ha coinvolta così il trionfo finale di Gesù Salvatore riporterà anche lei alla pienezza della grazia e della gloria. Ma tutto questo non si raggiunge senza la Fede in Gesù, senza il quale “non possiamo fare nulla”. La natura attende la conversione dell’uomo per poter essere anche lei liberata.

A volte guardiamo le apparizioni dei secoli passati come un qualcosa di già compiuto, e non ci viene mai in mente che potrebbero essere ancora “in compimento”. Faccio un solo esempio per tutte: “La Civiltà dell’Amore- e il Regno del Cuore di Cristo”. Esso è in compimento ma non ancora realizzato. E forse per realizzarlo c’è bisogno del contributo anche di tutti noi e di tutti coloro che seguiranno. Necessita un lavoro su sé stessi, un lavoro interiore, sull’anima, per cambiare il Mondo nell’amore, a cominciare da noi. [Come anche invita il filosofo francese F. Hadjaj. Trovi questo riferimento anche in questo sito, nell’articolo: Spiritualità per il  nostro vivere quotidiano]

Vedere, nei luoghi delle presunte apparizioni, tanti che pregano con intensità (bambini, anziani, Famiglie, giovani, e a volte sono presenti anche dei cani più o meno grandi che se ne stanno lì buoni accanto ai loro padroni in preghiera e gli uccellini che durante le celebrazioni cantano e a ritmo!), vedere tanta gente che si confessa, e anche sacerdoti vederli in fila per le confessioni insieme agli altri fedeli, è edificante. Se poi da tutto questo ne riportiamo la pace interiore, se ci sentiamo più vicini a Gesù e Maria, ci può fare solo che bene. Se ripartiamo da quei luoghi con l’anima in pace, non può essere che positivo. A volte ripartiamo anche con delle risposte interiori ai nostri problemi personali. Con delle interpretazioni nuove. Non delle soluzioni ma dei modi diversi per guardarli ed affrontarli. Dopo averli affidati alla intercessione della nostra Madre del Cielo, indipendentemente dalla veridicità delle stesse apparizioni. Perché Ella ci ascolta ovunque noi preghiamo!

Non sappiamo, per ora, se certi eventi sono veramente soprannaturali, ma la nostra  preghiera è vera! Nessuno che frequenta questi luoghi, che prega, che frequenta i sacramenti, si allontanerà mai dalla Rivelazione Pubblica né dalle proprie Parrocchie. Chi va, lo fa per aumentare la fede non per perderla. Non sono degli sprovveduti né dei creduloni. E forse trovano là quello che gli viene a mancare nelle Parrocchie.

Per quanto riguarda poi la Rivelazione. Sì, essa è chiusa, terminata con la predicazione dell’ultimo degli Apostoli e cioè di San Giovanni. La Chiesa ci dice che tutto quanto il fedele deve sapere per salvarsi è detto nella Rivelazione che il Signore Gesù è venuto a presentarci con “eventi e Parole”, a cui dobbiamo aderire fermamente e mettere in pratica ciò che ci ha detto (DV 4 e 5). “Fate quello che Lui vi dirà”, ci dice la Santa Vergine nel Vangelo di Giovanni (Gv. 2,5).

Tuttavia, la Rivelazione, conclusasi, non mette certo il bavaglio a Dio! Né alla sua Parola né alla sua Azione nel mondo. Inoltre, le apparizioni non aggiungono ne hanno aggiunto nulla a tale deposito della Rivelazione di Gesù, che ci viene trasmessa dalle Sacre Scritture della Santa Chiesa Cattolica. Per esempio, l’apparizione di Lourdes è avvenuta soltanto dopo che la Chiesa ebbe enunciato il Dogma dell’Immacolata Concezione. Venendo a confermare le parole del Magistero. Semmai le apparizioni attirano la nostra attenzione su un aspetto o l’altro della Rivelazione stessa. Mettendo in risalto qualcosa che Gesù, forse, vuole che osserviamo e comprendiamo un po’ meglio. Non possiamo fare a meno di chiederci perché Gesù metta tanta attenzione ad esempio: sull’Amore del suo Cuore, sull’amore verso sua Madre, sulla conversione, sul perdono. Sono argomenti fondamentali della nostra fede che dovremmo  tutti conoscere e praticare, ma pare che così non sia. Ecco le apparizioni ci ricordano l’urgenza di riprendere queste pratiche.

Invece una parola che nella vita ecclesiale deve essere presa con “le pinze” è la parola “cambiamento”.  Ci può essere “approfondimento”, “aggiornamento”, come incitava il Concilio Vaticano II, ma mai un cambiamento nella nostra fede e in ciò che la Rivelazione propone a credere.

Riporto il n. 66 e 67 del CCC per capire meglio la posizione dei cattolici riguardo alla Rivelazione e alle rivelazioni private.

66: L’Economia cristiana, in quanto è Alleanza nuova e definitiva non passerà mai e non è da aspettarsi alcuna nuova Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo. Tuttavia anche se la Rivelazione è compiuta, non è però completamente esplicitata, toccherà alla fede cristiana coglierne gradualmente tutta la portata nel corso dei secoli.

Nota: Questo ci aspetteremmo che facesse la Chiesa, in questo caso nella persona dei suoi professori di teologia o di esperti in genere, che studiassero a fondo questi eventi che sono stati numerosi nel corso della storia, e ce ne spiegassero il senso e la correlazione con il dato Rivelato. Ci insegnassero a comprendere questo modo di agire di Dio nella storia. Che resta un fatto consolidato. Ci insegnassero a seguire le peregrinazioni di Gesù sulle strade del mondo, in ogni epoca, e il suo soffermarsi in tanti luoghi, proprio come faceva quando calpestava questo pianeta prima della sua Passione e Morte e Risurrezione. E ancora ci insegnassero a seguire il pellegrinare di Maria, la Mamma di Gesù, che non cessa in ogni epoca di portare verso suo Figlio.

67: Lungo i secoli ci sono state delle rivelazioni chiamate “private”, alcune delle quali sono state riconosciute dall’autorità della Chiesa. Esse non appartengono tuttavia al deposito della fede. Il loro ruolo non è quello di “migliorare” o di “completare” la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente  in una determinata epoca storica. Guidato dal Magistero della Chiesa il senso dei fedeli sa discernere e accogliere ciò che in queste rivelazioni costituisce un appello autentico di Cristo e dei suoi santi alla Chiesa. La fede cristiana non può accettare “rivelazioni” che pretendono di superare o correggere la Rivelazione di cui Cristo è il compimento. È il caso di alcune religioni non cristiane ed anche di alcune recenti sette che si fondano su tali “rivelazioni”

Nota: I veggenti non possono cambiare o immettere novità nella Rivelazione pubblica. Tuttavia tale veto se lo dovrebbero porre anche certi ecclesiastici od anche teologi stessi o altri esperti religiosi in genere, che si affannano tanto, in questo nostro tempo, nel cambiare le Preghiere che da sempre hanno unito il Popolo di Dio, radunato da Gesù. Il “cambiamento” in certe preghiere e in certe  “prassi” liturgiche”, se non è accompagnato da una vera esigenza del popolo, non è mai positivo.  Più che cambiare sarebbe stato opportuno “spiegare”. Se alcune parole o gesti  potevano sembrare a prima vista non “adeguati”, una opportuna e più frequente spiegazione nella omiletica domenicale,  poteva svelarne il senso profondo e accompagnare ed accrescere la fede del popolo, anziché farlo trovare davanti a cambiamenti non richiesti, che arrivano solo come imposizione di “alcuni”. (cfr la spiegazione bellissima del Padre Nostro nel CCC n.2846/2849 )

Occorre però ricordare che il nostro sguardo deve essere sempre fisso su Gesù che è il Rivelatore e la Rivelazione. Che accogliere una rivelazione privata, che non va cercata, è gravoso. San Giovanni della Croce dice che sarebbe meglio “rifiutarla”. E concludiamo proprio con le sue parole:

“Dal momento in cui - Dio - ci ha donato il Figlio suo, che è la sua unica e definitiva Parola, ci ha detto tutto in una sola volta in questa sola Parola … infatti quello che un giorno diceva parzialmente ai profeti, l’ha detto nel suo Figlio, donandoci questo tutto che è il suo Figlio. Perciò chi volesse ancora interrogare il Signore e chiedergli visioni o rivelazioni, non solo commetterebbe una stoltezza, ma offenderebbe Dio, perché non fissa il suo sguardo unicamente in Cristo e va cercando cose diverse e novità” (cfr. CCC n. 65 e Salita al Monte Carmelo 2,22).

D’accordo però occorre precisare che questo non è stato mai richiesto  dai più accreditati veggenti. Alcuni hanno cercato anzi, di rifiutare le visioni,  gettando acqua santa per esempio o come San Filippo Neri a cui  un giorno apparve la "madonna ". Non appena la vide le sputò in faccia e la Madonna si trasformò nel maligno che a quel punto chiese: Come mi hai riconosciuto? E San Filippo Neri rispose: Tu pensi che la Madonna possa apparire a un peccatore come me?

Tuttavia la Madonna può apparire anche ad un peccatore, tutti i veggenti in definitiva lo erano e lo sono. Però San Filippo saggiamente sapeva che siamo tanto circuiti dal maligno. Dunque è sempre bene accertarsi prima di dare l’assenso ad una rivelazione privata o fatto mistico.

Ma anche ricordiamo le parole di Isaia 40,1: “Confortate, confortate il mio popolo, fate coraggio agli abitanti di Gerusalemme….”, cioè al popolo di Dio ovunque esso sia.

E oggi certe Apparizioni sono questo conforto! Sì il popolo di Dio ha bisogno di essere confortato, soprattutto in questo nostro tempo. Non sfugga alla Chiesa tale necessità. San Paolo dice: “ State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. (1 Tess. 5,16-21).

La redattrice del sito: EAM – Roma 11.2.2021



 
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