Omelia dell'Epifania 2022





Andiamo a Betlemme... anche la stella va lì per mostrare chi è la vera Stella che bisogna seguire.Anche i Magi, come già i Pastori si dirigono lì. Celebrare il Natale vuol dire anche fare una valutazione di quelli che sono i nostri cammini. Betlemme non è soltanto un luogo geografico è anche la capanna che costruiamo nel presepe ogni anno. Guardala e rifletti.

nº 2136

Omelia Epifania del Signore (06.01.22)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Guidati da una stella

Una nuova stella

La stella che compare nel presepe è bellissima. Da dove viene questa meravigliosa stella? La stella del presepe di Betlemme realizza la profezia di Balaam (profeta pagano). Gli ebrei usciti dall'Egitto spaventavano il popolo. Un re, Balac, lo chiamò per maledire gli ebrei. Lui invece benedice. E dice alla fine: “Vedo, ma non ancora, lo contemplo ma non da vicino. Una stella esce da Giacobbe e uno scettro si leva da Israele» (Nm 24,17). Questa è la stella che i maghi seguono. Non è la stella ma la persona del Bambino che essi cercano. Il quale riceve lo scettro come profetizzò Giacobbe nella sua benedizione a Giuda: “Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l'obbedienza dei popoli” (Gn 49,10). Il Bambino è la stella e riceve l'eredità di Davide come Re. I Magi domandano “Dov'è il Re che è appena nato? Abbiamo visto la sua stella in oriente e siamo venuti per adorarlo» (Mt 2,2). Non si deve vedere semplicemente un fenomeno meteorologico. Questo crea una cornice che fissa un'immagine che trasmette un insegnamento. I Magi non possono essere visti solo come una bella storia, ma come un insegnamento profondo: Alla mangiatoia vanno i pastori, gli ultimi di tutti; poi vennero i Magi, i saggi. L'accoglienza è la risposta più desiderata da chi è alla ricerca della verità e dell'incontro personale con Dio. Celebriamo un magnifico insegnamento dell'Epifania, la manifestazione a tutti i popoli.

Gesù è venuto per tutti

La Festa dei Magi è, come in altri luoghi, una narrazione il cui scopo è annunciare una verità. Paolo ci rivela il senso di questa verità dicendo che ricevette per rivelazione ciò che ricevettero anche gli apostoli: «I pagani sono ammessi alla stessa eredità, sono membra dello stesso corpo, sono associati alla stessa promessa in Gesù Cristo per mezzo del Vangelo» (Ef 3, 5-6). La visita dei Magi mostra che la nascita di Gesù non è qualcosa di peculiare di una religione, in questo caso l'ebraismo, ma è aperta a tutti i popoli. Gesù è nato per tutti. I Magi sarebbero persone che hanno vissuto studiando le Scritture e hanno conosciuto questo disegno di Dio di inviare suo Figlio. Quello che dovremmo cercare in questa bella narrazione è la rivelazione che Paolo ricevette direttamente e che gli apostoli compresero dal messaggio di Gesù. Questo è in contrasto con la pratica ebraica. Sono il popolo di Dio. E gli altri no. Negli Atti degli Apostoli vediamo la difficoltà iniziale per i cristiani di predicare il Vangelo ai pagani. Pietro dice, nella casa di Cornelio, dopo che lo Spirito Santo era sceso su di loro: “Si può rifiutare l'acqua del Battesimo a chi, come noi, ha ricevuto lo Spirito Santo? E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù” (At 10,47). Paolo sarà il grande combattente per l'evangelizzazione delle genti. Anche noi siamo chiamati ad annunciare

Sono tornati per un’altra via

“Consigliati in sogno di non tornare da Erode, tornarono alla loro terra, seguendo un'altra strada” (Mt 2,12). Ogni incontro con Gesù ci porta sempre a ripercorrere i sentieri, poiché ci sono tanti Erode nel mondo. Cambiare strada non è scappare dalle persone, ma andare ovunque vada Dio. Gesù ha detto: «Io sono la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). Celebriamo il Natale solo se contempliamo il presepe nella verità di Gesù, se facciamo il punto sulle nostre vie. Senza avere il Natale ogni giorno, potremmo non trovare il cammino di Gesù che porta alla Risurrezione. C'è molta storia sui maghi che sono la creazione dei tempi. Non fantasticare troppo. Basta il Vangelo.

Letture: Is.60,1-6;Salmo 71;Ef. 3,2-3ª.5-6; Mt. 2,1-12.







 
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