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Un commento all'Ave Maria

 

 

Beate quelle labbra che pronunciano l’Ave Maria!

 

L’Ave Maria,  preghiera appresa dalle labbra di mia madre, resta cara al cuore più di ogni altra. Mentre la si recita, sovviene il ricordo del tono pacato di lei, così come di ogni mamma che la insegna resta il ricordo nel figlio divenuto adulto. A me sovviene il  ricordo del suo modo intenso di recitarla, come se già fosse sprofondata nel cielo, in altri colloqui... cura e attenzione metteva nel dirla e nel farla dire, era semplice e profonda.

L’Ave Maria contiene il nucleo centrale, il cuore, del progetto di Dio, progetto di salvezza . Ogni volta che la recitiamo ricordiamo questo intento di salvezza di Dio e il modo di realizzarlo. Ricordiamo le meraviglie compiute da Dio a favore dell’uomo, ridiciamo in continuazione la sua Misericordia in nostro favore…..

Profondi sono anche gli scritti che proponiamo. Anch’essi molto amati da mia madre. A mio parere, essi contengono l’invito a un incontro profondo con Gesù e con la Trinità, attraverso Maria. E’ raro trovare in altri scritti, argomentazioni così profonde.  Rousseau nel suo libro “L’Emilio” diceva a proposito dei Vangeli che: “non si inventa così!”. Nessun che volesse scrivere libri scriverebbe in quel modo. Ciò si può applicare anche al testo seguente. Se qualcuno volesse fare un commento, una meditazione sull’Ave Maria, certo non gli verrebbe così !

La redattrice

 

 

 

Commento ad alcune frasi dell’Ave Maria

 


Brani estratti dal volume
“I 20 misteri del Rosario“, di Maria Valtorta,
con il permesso dell’editore
Centro Editoriale Valtortiano srl,
Isola del Liri (FR)
al quale appartengono i diritti sulle opere di Maria Valtorta.
 


 

“Ave Maria

            E’ un saluto che purifica le labbra ed il cuore perché non si possono dire quelle parole…senza sentirsi divenire più buoni! E’ come avvicinarsi ad una sorgente di luce angelica e ad un’oasi fatta di gigli in fiore.

 

Ave

            La parola dell’Angelo che vi  è concesso di dire per salutare Quella che salutano con amore le Tre eterne Persone, l’invocazione che salva, abbiatela sempre molto sulle labbra. Ma non come movimento meccanico dal quale sia esclusa l’anima, ma come moto dello spirito che si inchina davanti alla regalità di Maria e si tende verso il suo cuore di Madre. Se voi sapeste dire con vero spirito queste parole, anche solo queste due parole, sareste più buoni, più puri, più caritatevoli… Se le sapeste dire non sareste mai desolati. Perché Ella è la fonte delle grazie e della misericordia. Le  porte della misericordia divina si aprono …al suo semplice sguardo. … Inutile andare a Maria, la Purissima, con l’anima sporca di corruzione e di odio. Ella vi è Madre e sa medicare le vostre ferite, ma vuole che almeno sia in voi il desiderio di guarire da esse. ..

            Dio non ha mandato il suo angelo a dire “ave” a Maria soltanto. Dio vi saluta, o figli cari, con le sue attenzioni, Dio vi manda per angeli le sue sante ispirazioni, Dio vi porta le sue benedizioni da mattina a sera e da sera a mattina. Siete sempre circondati dalle onde amorose e previdenti del pensiero di Dio. Come mai allora non avvertite nulla o poco? Come mai non vivete in giustizia e santità? Perché siete impermeabilizzati all’influsso della grazia, perché siete resi refrattari all’azione dell’amore dalla vostra volontà contraria al Bene.

            Gabriele disse a Maria: “Ave”, e il suono della voce angelica portò, sulla già inondata di grazia, una nuova onda di grazia…. Unità, prontezza, pudore, preghiera…, cosa non trovò di eccelso la parola angelica per divenire prima scintilla dell’Incarnazione? Grande il dono di preservazione dalla colpa originale che l’Eterno aveva fatto alla prescelta ad essere il primo tabernacolo del Corpo del Figlio. Ma quanta, quanta, quanta rispondenza in Maria !... e non credete che la tentazione abbia risparmiato Maria….Maria era la senza macchia ma sempre creatura…

 

Ave Maria, piena di grazia

            Guardatela, voi tutti, o cristiani, … guardatela soprattutto voi donne, così dissimili da Lei, e imparate, e meditate che la strada al male dalle mille facce, l’avete dischiusa voi con la vostra carnalità contraria alla vita della grazia nelle creature, senza la quale l’uomo diviene un demone e il mondo un inferno.

 

Il Signore è con te

            Maria era con Dio e Dio era con Maria. Le due perfezioni si attiravano e si univano con un incessante moto di affetti… Sì, l’essere con Dio era la vita di Maria e nell’ora superstraziante del  sepolcro… la privazione di Dio fu per Lei la più accesa e trafiggente delle spade…. Maria ha toccato il vertice del dolore dal Calvario al momento della Risurrezione, e il motivo di tale dolore è uno solo: l’essere privati dell’unione con Dio.

            Anche per voi dovrebbe essere così. Ma l’uomo ormai trova gravosa l’unione con Noi e  non sente quale miseria è la sua quando è privo di Noi….

            Maria non si separò mai da Dio…

            L’unito con Dio  è saturo di Dio e ogni altra cosa che non sia Dio resta alla superficie, vento che corruga leggermente la superficie dell’animo e non entra a sconvolgere l’interno. Non solo, l’unito con Dio, anziché assorbire l’esterno in sé, diffonde l’interno sul prossimo: diffonde il Bene, diffonde Dio.

 

Benedetto il frutto del tuo seno

            Non soffermatevi soltanto a guardare la gloria di Maria… stolto chi non medita come Ella giunse alla gloria. Il frutto del suo seno, Io, il Cristo Verbo di Dio, ha straziato il suo seno.  … Sì, a quel seno che meritava tutta la gloria ho dovuto dare tutto il dolore. E  tutto questo per voi… Voi che non sapete e non volete sopportare il dolore, pensate  a quale dolore sarà stato quello della Benedetta, dell’Immacolata, della  Santa, portare in sé un cuore lacerato… e vedere sul suo seno un corpo senza vita, straziato, sanguinante, livido, che era il corpo del Figlio, la Carne della sua carne… Voi mi avete avuto perché Maria ha accettato, di bere il calice dell’amarezza.. E credetelo, di farla soffrire, Lei che non meritava il dolore, è stata per Me la cosa più costosa. L’abbandono del Padre, il dolore di mia Madre, il tradimento dell’amico, in cui erano tutti i tradimenti futuri, ecco le cose atrocissime del mio atroce strazio di Redentore… Io (Gesù) vorrei che per il dolore che ha straziato mia madre per voi, voi le deste amore. Amore grande, tenerissimo di figli verso la più perfetta di tutte le madri, la Madre che non ha ancora cessato di soffrire piangendo lacrime celesti sui figli del suo amore che ripudiano la casa paterna e si fanno guardiani di bestie immonde, i vizi, anziché restare figli di re, figli di Dio…

 

Ora e nell’ora della morte

            E’ l’invocazione che fa riscontro al “liberaci dal male”
            Non vi dovete tanto preoccupare del male e della morte nel senso umano, quanto del Male e della morte soprannaturale, perché la vostra  vita attuale è veste che si posa, dimora che si lascia, ma oltre questo giorno vi attende un futuro in cui diventerete possessori di ciò che è vera vostra parte. E guai a voi se per vostra volontà perversa scegliete per voi la parte maledetta. La morte dello spirito vi si aggira intorno per tutta la vostra giornata terrena, perché il datore della morte non lascia un minuto di insidiare, voi, sue prede. Non sempre è in voi quella vigilanza e fortezza che rende inutile le astuzie del Nemico. La vostra debolezza vi porta a torpori, i vostri appetiti carnali a desideri nei quali trovate la morte. Ma avete una Madre in Cielo, una Madre che vede su voi il Sangue del suo Figlio e per quel Sangue vi ama come suoi stessi figli. Una Madre che è potente presso Dio per la sua triplice condizione di Figlia, Sposa e Madre di Dio.

 

Ora,

preghi Maria per il vostro presente di uomini , insidiato da tanti pericoli, e nell’ora della morte , ora decisiva della vita, quando il vostro spirito colpito dal male può perire. Maria è la vincitrice di Satana. La morte vera, quella dello spirito, non verrà in coloro che sanno pregare la Madre durante l’ora della vita, durante l’ora della terra, durante l’ora della tentazione e per l’ora della morte. Come bambini sotto il velo della mamma, la preghiera di Maria vi fa scudo contro l’ardore del senso e del demonio, vi fa crescere in Cristo ed entrare nel suo Regno. E se Cristo può far risorgere i morti alla Grazia, Maria, realmente amata, impedisce che la Morte vi separi dal suo Figlio.

(è Gesù, il personaggio nascosto che parla in questi testi)
Se volete conoscere le vicende di Maria Valtorta
e la fonte di queste parole, andate sul sito che parla di lei.

www.mariavaltorta.com

 

 

 

 

 
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