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La perdonanza celestiniana

 

 

Ecco alcune indicazioni sulla "Perdonanza di Celestino V", che si celebra nella Basilica di Collemaggio a l'Aquila.

 

La basilica, simbolo di spiritualita' e di  perdono, e' stata in gran parte compromessa dal sisma del 6 aprile 2009 e dalle successive piogge torrenziali. Tra le cose che possono essere recuperate pare ci sia anche la Porta Santa che, secondo i dettami della Bolla di Celestino, concedera' la remissione dei peccati a chi, sinceramente pentito, l'attraversera' dai vespri del 28 agosto a quelli del giorno successivo.

 

[Il giorno 28 agosto 2009 la PortaSanta  è stata aperta dal cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato di Sua Santità]

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Alcune notizie storiche.

Il nome Perdonanza deriva dalla Bolla del Perdono che Papa Celestino V emanò dall’Aquila alla fine di settembre del 1294. L’eremita Pietro Angelerio da Morrone  predicava nelle zone dell'Abruzzo interno.  Il 5 luglio 1294, dopo due anni di contrasti (successivi alla morte di papa Niccolò IV), il Conclave, riunito a Perugia, designò il monaco – fondatore dell'ordine detto dei Celestini – come Pontefice. Un corteo accompagnò il Papa da Sulmona all’Aquila, alla Basilica di Collemaggio, da lui stesso fatta erigere alcuni anni prima, e dove gli furono consegnate le vesti pontificali il 29 agosto 1294, davanti a una folla immensa e ai re Carlo d’Angiò e  Carlo Martello. Celestino V fu protagonista di un papato brevissimo: si dimise – unico caso della storia per un Pontefice – nel dicembre dello stesso anno e morì nell’esilio di Fumone (in provincia di Frosinone) due anni dopo. Alcuni seguaci del suo ordine trafugarono successivamente le sue spoglie mortali e le portarono nella basilica dell’Aquila di Santa Maria di Collemaggio, dove tuttora riposano. Fu canonizzato nel 1313 con il nome di San Pietro Celestino. In quei pochi mesi di pontificato, Papa Celestino lasciò alla città dell’Aquila, e al mondo intero un grande dono. Alla fine di settembre del 1294, infatti, proprio dalla basilica di Collemaggio emanò una Bolla con la quale concedeva un’indulgenza plenaria e universale a tutta l’umanità, senza distinzioni.  La Bolla di  Celestino poneva solo due condizioni per ottenere il perdono: l'ingresso nella basilica di Collemaggio, nell’arco di tempo compreso tra le sere del 28 e del 29 agosto di ogni anno, e l’essere “veramente pentiti e confessati”. Sei anni prima della Bolla di Bonifacio VIII, che istituiva l’Anno Santo ufficiale della Chiesa, all’Aquila era nato il Giubileo. Un Giubileo che si ripete ogni anno.

L’autenticità della Bolla della Perdonanza è stata confermata dal Vaticano. Nel 1967, infatti, Papa Paolo VI, all’atto della revisione generale di tutte le indulgenze plenarie, ha confermato quella di Celestino V, annoverandola al primo posto dell’elencazione ufficiale.

L'intenzione di Papa Celestino V era quella di onorare la memoria del martirio di Giovanni Battista.

 La Bolla di Celestino V:

"Celestino vescovo, servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che vedranno questa lettera, porge il saluto e l'apostolica benedizione. Tra le feste dei santi tanto più solennemente deve onorarsi la memoria di san Giovanni Battista in quanto egli, nascendo dal grembo di una donna sterile, fecondo di virtù, di santi doni, fonte feconda della parola degli apostoli e silenzio dei presenti, annunciò con pubblici discorsi e col segno meraviglioso del suo indice la presenza di Cristo in terra, luce del mondo immerso nelle tenebre dell'ignoranza, per la qual cosa seguì misteriosamente il suo glorioso martirio, imposto dalla visione della donna impudica. Noi, che nel giorno della Decollazione di cotesto santo, nella chiesa aquilana di Santa Maria di Collemaggio dell'ordine di san Benedetto, ricevemmo l'insegna del diadema impostoci sul capo, desideriamo che questa chiesa sia ancora più onorata e venerata con inni e canti e con le preghiere devote dei fedeli. Perciò, affinché in questa, stessa chiesa la festa della Decollazione del Battista sia elevata ci onori speciali con la devota frequenza del popolo del Signore e tanto più devotamente e assiduamente sia onorata, quanto più la semplice invocazione di coloro che si rivolgono al Signore lì trovi i gioielli della Chiesa risplendenti di doni spirituali che giovino a essi nei tabernacoli della vita eterna, tutti coloro che saranno veramente pentiti dei peccati confessati e che dai vespri della vigilia della festa fino ai vespri immediatamente seguenti la festa stessa ogni anno entreranno nella predetta chiesa, assolviamo da ogni colpa e pena che meriterebbero per i loro delitti e per tutto quel che commisero a partire dal battesimo, per la misericordia di Dio onnipotente, e confidando nell'autorità dei santi Pietro e Paolo, suoi apostoli. Dato all'Aquila, il 29 settembre del primo anno del nostro pontificato"

Probabilmente è anche questa una delle origini del culto  così diffuso in  tutto l'Abruzzo a San Giovanni Battista.

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