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II Domenica di Quaresima

Mc 9, 2-10

La Trasfigurazione
 “Questo è il mio Figlio Prediletto; ascoltatelo!”

♣  - In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. E apparve loro Elia con Mosè e conversavano con Gesù. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Rabbì, è bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Non sapeva infatti che cosa dire, perché erano spaventati. Venne una nube che li coprì con la sua ombra e dalla nube uscì una voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: ascoltatelo!». E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo, con loro.Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti. Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti. ♣

 

 

    Omelia                 Riflessione                   Preghiera
(Redentorista)        (Domenicana)               (Patristica)

 

 

Riflessioni
Liberamente tratte dal
p.Luiz Carlos O_ cssr
- omelie 1998-

 

Per trasfigurare il nostro futuro lavoriamo sul presente!

 

Le prime due domeniche di Quaresima, come inizio del cammino quaresimale, danno una visione ampia della vita cristiana e di che cosa significa seguire Gesù. La sofferenza inspiegabile  affrontata  da Gesù, trova nella Trasfigurazione sul Tabor, il suo significato. Gesù si trasfigurò  nella luce risplendente. Mosè ed Elia simbolizzano la legge e i profeti. La nuvola che li copre, significa la Presenza di Dio. Fino ad allora il corpo umano di Gesù, aveva tenuta nascosta la divinità!

Qual è il significato di questa manifestazione della divinità?
In Gesù stanno: la Legge e la Profezia. In Gesù Risorto, Dio porta a compimento tutto il cammino della Redenzione, tutte le profezie antiche. E’ Gesù che dobbiamo ascoltare. Egli è la “comunicazione” di Dio, per l’Universo intero.

Questo testo ci dà l’idea di quello che è il nostro cammino cristiano, la sua partenza e il suo punto di arrivo.

Tutto ciò che succede a Gesù si ripercuote anche su di noi. Come Egli si unì alla nostra sofferenza, così unisce noi alla sua Risurrezione. In questo modo possiamo comprendere il significato di tutta la Quaresima: viviamo il cammino di sofferenza e di dolore del Cristo, attraverso la nostra personale conversione,la nostra penitenza,la nostra sofferenza, la nostra debolezza, orientati dalla PAROLA DI DIO.

Alla gloria della divinità noi partecipiamo per il Battesimo. Se viviamo con Gesù, avrà  senso per noi la Sua  Risurrezione e la Sua glorificazione e realizziamo la nostra trasfigurazione attraverso la fede.

La nostra fede è la nostra trasfigurazione. Attraverso la fede saremo capaci di caricarci della croce ed arrivare fino alla risurrezione. La risurrezione già  avviene nella nostra vita, in ciascuno dei nostri atti, anche i più piccoli, ma animati dalla fede, dalla carità e dalla preghiera.

 

 

 

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Omelia della 2^ Domenica di Quaresima- 8.3.2009
Pe. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

La Fede ci trasfigura

In questa Domenica  ascoltiamo il Vangelo della Trasfigurazione del Signore. La Trasfigurazione è nel cammino di Gesù  verso la Pasqua. Davanti allo scandalo della Croce, la Parola di Dio ci presenta il Cristo glorificato attraverso una magnifica teofania.  Dio si manifesta e ci rivela la sua gloria  per dar senso alla morte di Gesù in croce. Nella Quaresima di quest’anno torna la riflessione sul tema dell’Alleanza. Stare in Alleanza con Dio è essere trasfigurato. Leggiamo che Gesù portò i suoi discepoli scelti, su di una alta montagna e si trasfigurò davanti a loro. Le sue vesti divennero bianche e brillanti. Apparvero loro Mosè ed  Elia, simboli della legge e dei profeti, sintesi dell’antica alleanza. Gesù condensa in se sia la Legge che la Profezia. Egli, nel suo sangue sigla la nuova Alleanza (Lc22,20). Entrano poi nella nube che significa la presenza di Dio. Il Padre presenta Gesù, come il suo Figlio amato, ai discepoli. Nella prima Domenica di Quaresima avevamo riflettuto sulle tentazioni di Gesù. La vittoria di Gesù sulla tentazione è il cammino della glorificazione. Nel cammino dell’alleanza (Mc 1,12) passiamo dal sacrificio di Isacco, simbolo del sacrificio di Cristo. Come Gesù si carica la  Croce, Isacco si carica la legna sulle spalle. Il monte è lo stesso luogo, il Monte Moria, luogo dove sarà costruito il tempio e si facevano i  sacrifici. Abramo, per l’obbedienza della fede, arrivò ad offrire Isacco.Dio accetta il sacrificio di Abramo, di donare suo figlio. Ma Dio lo risparmiò, procurandogli un agnello (Gn 22,13). Gesù, l’Agnello di Dio, non fù risparmiato, per risparmiarci. La fede di Abramo gli ha dato la vittoria. L’obbedienza di Gesù gli ha dato la vittoria sopra il peccato e ci ha garantito la partecipazione alla sua gloria. “Dio che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato in sacrificio per noi tutti, come non ci darà in dono insieme a lui tutte le cose?” (Rm 8, 32). La meta del cristiano è la trasfigurazione della sua fragilità per mezzo della fede.”Ho avuto fede, anche se dicevo: Sono afflitto oltre misura” (S.115,10). Con Lui saremo glorificati (Rm 8,17)

Ascoltatelo

La Trasfigurazione è una realtà nella vita dei cristiani. Tutti siamo trasfigurati da  Cristo con il Battesimo e dalla presenza dello Spirito in noi. Siamo rivestiti di Cristo (Gl 5,27). Ora vediamo come in uno specchio, ma vedremo faccia a faccia (1 Cor 13,12). E’necessario salire sul monte che è Cristo. Rimanendo alla presenza di Dio attraverso i nostri gesti di amore, ascolteremo le parole del Padre. Una delle poche parole che il Padre dice “dal vivo” è la dichiarazione che Gesù è suo Figlio e che a noi compete di ascoltarlo. Così ascoltiamo nel suo Battesimo e nella sua Trasfigurazione. E Gesù nelle sue parole conferma che: “Io vi dico quello che ho visto presso il Padre” (Gv 8,38).  E’ soltanto ascoltando la sua Parola che potremo vivere alla presenza di Dio, come dice Pietro: “E’ bello per noi stare qui” (Mc 9,5). Potremo capire la sua Passione e la gloria della sua Risurrezione. Il discepolo è colui che ascolta il Figlio e mette in pratica le sue parole (Mt. 7,24). In questo modo realizza la sua parte nell’Alleanza, come Abramo che ascoltò e obbedì nella fede.

Sacrificare il mio Isacco

Dio prova la fede di Abramo chiedendo il sacrificio del suo figlio Isacco. A Gesù è offerta la Croce.Egli diceva: “C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto!” (Lc 12,50). Abramo e Gesù, per ricevere l’approvazione della loro vita e missione,  hanno dato una risposta di accettazione della volontà di Dio. E anche noi siamo chiamati a rispondere con la fede, anche noi dobbiamo sacrificare il nostro Isacco, i nostri capricci. Senza di questo non avremo mai una fede frutto della redenzione. “Senza effusione del sangue non c’è remissione” (Eb. 9,22). Nella Eucaristia rinnoviamo l’Alleanza e siamo trasfigurati.

 

Riflessioni
 liberamente tratte dai testi del
 p. Thierry H. o.p. (1947/2005)
da “Conversazioni sulla Quaresima”
– Quaderno n. 3-2008- IPSU/Pg.

Trasfigurazione: o la luce della fede

- Anche il P. Therry ci  presenta nel cammino quaresimale dell’Anno liturgico B, il dinamismo del rinnovo delle promesse battesimali, che avverrà nella grande Veglia della notte di Pasqua. E ci ricorda che la Quaresima è un tempo di attesa  e di preparazione, di cui occorre approfittarne per entrare in contatto con Gesù Risorto e Presente nella Chiesa. - (ndr)

“Preparandoci a rinnovare le promesse battesimali  noi ci mettiamo nell’orbita del divino risorto, dal quale è indispensabile desiderare di ricevere lo Spirito. Ma è evidente che non sempre noi abbiamo collaborato o collaboriamo con lo Spirito di Gesù. E dunque ecco la necessità del cammino di preparazione e conversione verso la Pasqua, vicina.

Nel Battesimo viene a dimorare in noi l’intera Trinità.

“E’ il Mondo trinitario che si apre ed invita gli uomini ad entrare nella dinamica divina. Per penetrare nella comunione divina occorre ricevere un dono particolare da parte di Dio, perché le nostre azioni da sole non fanno presa sul divino. In nessun modo Dio si lascia sedurre dal nostro modo di fare, Egli vuole che gli regaliamo la nostra intimità, nella quale Egli vuole venire ad abitare per regnare attraverso di noi ed insieme a noi: ecco la santificazione, che va ben al di là della semplice morale.”

“Il peccato è grave, perché, oltre ad offendere Dio personalmente, ci fa perdere l’amicizia con Lui e ci rinchiude nei nostri propri ragionamenti”

Le nostre immagini mentali prese “nel prisma dell’orgoglio” formano come uno “schermo opaco, che rinvia la nostra propria immagine staccata dalla sua origine divina.Questo schermo  si nutre di quello che siamo, esattamente come il tumore fa con l’organismo fisico. Il peccato è un cancro della nostra anima che si fa divorare poco a poco

“ Solo la Croce bagnata dal sangue divino è capace di rompere il diamante dell’orgoglio, conficcato nella nostra anima.

“E’ il Redentore a diffondere in noi una luce divina, che ci fa vedere la tremenda deviazione nella quale ci troviamo….
“Dio non cambia la nostra condizione umana, ma la illumina dall’interno, dandoci la forza e fecondando la nostra intelligenza, la quale grazie alla fede vede cose che prima ignorava.
“E’ la conversione a Dio che ci fa gravitare intorno ad un altro polo. Sono le stesse parole, le stesse immagini interiori di prima ma sono illuminate diversamente e significano un’altra cosa, molto più interessante e liberatrice!
“Non si può vedere il divino,né concettualizzare la grazia, ma se ne percepisce l’azione dalle conseguenze che produce dentro di noi.
“Il dubbio, che faceva quasi da sottofondo alla nostra natura, è scomparso; l’intelligenza è fecondata e sa con certezza dell’esistenza di Dio.
“ Se il Cristo non fosse Dio, mai tale esperienza sarebbe possibile. E’ Lui che lavora in noi e intorno a noi, per farci scoprire nel labirinto delle nostre idee, la via che conduce verso la nostra Pasqua, verso la nostra propria risurrezione, sopra i ruderi del nostro essere tarlato dal peccato.
“ Ormai il cristiano vede in sé quello che sarebbe stato se la misericordia divina non l’avesse liberato da se stesso, questo lo rende umile e riconoscente verso Dio, che ha operato questo, quasi malgrado noi stessi .
“Usiamo allora questo tempo di preparazione alla Pasqua per collaborare con lo Spirito Santo, volendo a tutti i costi risorgere da ogni difficoltà. La nostra speranza si fonda sulla sua azione redentrice e non sui nostri propri meriti.”


La Preghiera del desiderio

 

“Signore cerco il tuo volto,
il tuo volto Signore io bramo.
Signore Dio mio,
insegna ora al mio cuore
dove e come cercarti,
dove e come trovarti.
Signore, se non sei qui,
dove ti cercherò assente?
Se poi sei ovunque,
perché non ti vedo presente?
Ma certamente tu abiti una luce inaccessibile….
Chi mi condurrĂ  e introdurrĂ  in essa,
perchè io ti veda? …

Signore, insegnami a cercarti,
e mostrati a me che ti cerco,
poiché né posso cercarti se tu non mi insegni,
né posso trovarti se tu non ti manifesti.

O Signore,
che io ti cerchi desiderando,
che io ti desideri cercando,
che ti trovi amando,
che ti ami trovandoti.

 

S. Anselmo
Proslogium 1

 
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