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Mercoledì delle Ceneri








             MERCOLEDI' DELLE CENERI



Fame della Parola e silenzio del Signore              ( dal Profeta Amos, 5.4 )


Ecco, verranno giorni
In cui manderò la fame sulla terra:
non fame di pane né sete di acqua,
bensì di ascoltare le parole del Signore

“Cercate me e vivrete”


“Cercate il bene e non il male, affinché viviate”

 

Dt.30,19:

“Oggi ti ho proposto la vita e la morte,
la felicità e la sventura,
la benedizione e la maledizione.
Scegli la vita, perché viva tu e tutta la tua discendenza,
amando il Signore tuo Dio, ascoltando la sua voce e aderendo a Lui:
perché Lui è la vita…”


Salmo 1:

  • - Beato l’uomo
  • - Che non cammina nella via dei peccatori
  • - Che trova il suo diletto nella legge del Signore
  • - e su di essa medita giorno e notte
  • - Sarà come Albero piantato lungo  corsi d’acqua
  • - Darà frutti ad ogni stagione
  • - e le sue foglie non appassiranno mai
  • - il Signore conosce le vie dei giusti
  • - mentre le vie degli empi vanno in rovina

Dalle ceneri del mercoledì santo, ceneri della nostra penitenza, della nostra conversione, della nostra fede rinnovata o rinata, fioriranno a Pasqua i “rami” e cioè la nostra anima, la nostra vita, con la grazia che scenderà su di noi, su chi avrà percorso il cammino quaresimale della conversione e della penitenza che ha il suo programma  nella frase liturgica delle  ceneri: “ Pentitevi e credete al Vangelo”. Che si realizza anche con il triplice invito quaresimale : Preghiera  Digiuno  Carità

Leggiamo ,  non solo con le labbra ma anche con il cuore, le frasi di riflessione che ci propone San Paolo :

“Vi esorto a non accogliere invano la grazia di Dio..
E’ adesso il momento favorevole.
È ora il giorno della salvezza! “
(2 Cor 6, 1 ss.)

“vi scongiuro, lasciatevi riconciliare con Dio”
(cfr…2 Cor 5,20)

“Siate sempre allegri nel Signore, ve lo ripeto; siate allegri”
“Il Signore è vicino, non angustiatevi per nulla,
ma in ogni necessità, con la supplica e la preghiera di ringraziamento,
manifestate le vostre richieste a Dio.
Allora la pace di Dio…
Veglierà sui vostri cuori e sui vostri pensieri”
(Ef 4,4 ss.)

Il cammino quaresimale è fonte di gioia, di allegria, di vita nuova.

Non è identificabile soltanto con un tempo di rinuncia. Il fine non è la penitenza, essa è un mezzo  che ci permette di arrivare alla gioia di vederci rinnovati dalla grazia di Pasqua, per sederci a tavola con il Signore Risorto e celebrare la nostra Pasqua con Lui. Sentiamo rivolte anche a noi oggi,  le frasi che il Signore Gesù rivolse ai suoi apostoli allora:

“ Andate a preparare per noi la Pasqua, perché possiamo mangiare”

“Dov’è la stanza in cui posso mangiare con voi la Pasqua?”

“Là, preparate!

La stanza che ciascuno di noi deve preparare è indubbiamente il nostro cuore, quel luogo dove altrove Gesù ha detto che:  “Ecco stò alla porta  (del vostro cuore) e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me” (Ap 3,20). Poiché Gesù ha:

“ desiderato ardentemente mangiare questa Pasqua con Voi”
(Lc. 22,15)

Lasciamoci ora guidare, consigliare, illuminare dalla Liturgia:

Dal Messale Romano, introduzione alla Liturgia del mercoledì delle ceneri:

“Se non cambia il cuore non cambia nulla"


“Sobrietà, austerità, astinenza dai cibi sembrano anacronistici in questa società che fa del benessere e della sazietà il proprio vanto. Ma è proprio questa sazietà che rischia di renderci insensibili agli appelli di Dio e alle necessità dei fratelli. Per il cristiano il digiuno non è prodezza ascetica, né farisaica ostentazione di «giustizia», ma è segno della disponibilità al Signore e alla sua Parola. Astenersi dai cibi è dichiarare qual è l’unica cosa necessaria, è compiere un gesto profetico nei confronti di una civiltà che in modo subdolo e martellante insinua sempre nuovi bisogni e crea nuove insoddisfazioni. Prendere le distanze dalle cose futili e vane significa ricercare l’essenziale: affidarsi umilmente al Signore, creare spazi di risonanza alla voce dello Spirito. Il digiuno perciò riguarda tutto l’uomo ed esprime la conversione del cuore. Rinnegare se stessi (cf Mt 16,24) non è moralismo o mortificazione delle energie vitali, ma è cessare di considerare se stessi come centro e valore supremo. In questo decentramento da sé, Cristo attua ancora la sua vittoria sul male e l’uomo viene rinnovato a somiglianza di Lui.”


Dunque per il credente la quaresima ,che comincia oggi, è il momento della:

RILETTURA DEL CUORE

di cercare in esso tutti quei luoghi che hanno bisogno di evangelizzazione, di purificazione, di guarigione, di perdono, di grazia.

BUON CAMMINO !

BUON PELLEGRINAGGIO VERSO L’ALBA DI PASQUA, DEL SOLE NASCENTE DALL’ALTO. ALBA DELLA VITA NUOVA ALBA DEI RINATI DALL’ACQUA E DALLO SPIRITO.

“In verità, in verità ti dico:
Se uno non è nato dall’acqua e dallo Spirito,
non può entrare nel Regno di Dio..”(Gv.3,5)

Come vivere la Quaresima?

 

Articolo n. 791
Padre Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista
Ceneri 2009/B

“lasciatevi riconciliare con Dio”

Rimedio per i nostri mali.

Inizia la Quaresima! Far posto a Dio nella nostra vita!

Questo tempo quaresimale è un sacramento (dall’orazione della messa, nel testo latino), vuole dire, tempo nel quale la grazia di Dio realizza in noi quello che celebriamo. Ciò succede perché celebriamo il Mistero Pasquale di Cristo che culminerà nella sua Passione e Risurrezione. Il primo atto liturgico è l’imposizione delle ceneri. Questa cerimonia proviene  dalla penitenza che era imposta ai peccatori pubblici che si preparavano a ricevere il perdono il Giovedì Santo. Col tempo la cerimonia passò a tutti i fedeli. L’importante è  la volontà di rivolgere il cuore a Dio attraverso la conversione e la penitenza. Il vangelo presenta tre momenti della “penitenza quaresimale” che possiamo fare nostri: Elemosina, Preghiera e Digiuno. Gesù dà una dimensione nuova a questi tre passaggi della nostra conversione che riassumono in sé tutti gli altri: dobbiamo viverli con la sincerità di cuore e senza vanagloria. L’elemosina stimola la fraternità nell’uso dei beni materiali. Poiché senza carità, non viviamo la Quaresima. La preghiera è il cammino della fraternità spirituale. Siamo in relazione con Dio e uniti alle persone. E’ tempo di silenzio, di frenare il pulsare delle attività e delle distrazioni per poter  ascoltare e intendere la Parola che ci è rivolta. Con essa costruiamo lo spazio di Dio in noi. Digiuno è la fraternità con l’universo. Nella gioia dello spoliamento, noi valorizziamo tutti gli esseri umani e materiali, dandogli il valore di vivificare. Con questi tre passaggi vinciamo le tentazioni come Gesù. La Quaresima, lungi da essere un tempo di penitenza triste, è il cammino gioioso verso la Pasqua.

Non ricevere invano

Il tempo quaresimale entra con forza e ci  stimola ad avere una grande volontà di arrivare a Pasqua. Nella benedizione delle ceneri, preghiamo così: “O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l'austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l'itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio” (tratto dal Messale in lingua italiana).   Paolo ci stimola a non accogliere invano la grazia di Dio: “Nel momento favorevole io ti ho esaudito, e nel giorno della salvezza, ti ho aiutato. E’ adesso il tempo favorevole, è ora il giorno della salvezza !” (2 Cor 6,1)
Questo tempo liturgico è ricco e favorevole per un esame della nostra vita in vista della conversione. Non possiamo passare oltre, davanti a una tale offerta di grazia che questo tempo ci offre. La grazia maggiore è quella della conversione. Posso anche non avere peccati, ma abbiamo sempre un lungo cammino da fare per corrispondere all’immenso dono della Redenzione che riceviamo.

Misericordia perché siamo peccatori

Il tempo della Quaresima è in momento favorevole per riflettere sulla nostra condizione di peccatori. La condizione fragile e pericolosa nella quale viviamo, ci colloca in una situazione costante di rischio. Per questo, siamo invitati dalla Chiesa ad esaminare la nostra coscienza e a chiedere perdono, poiché la Misericordia di Dio è infinita. Dio desidera la nostra riconciliazione: “Lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor. 5,20) proclama Paolo. Preghiamo nel ritornello del salmo 50: “Pietà, Signore, abbiamo peccato!”. “Chissà! Potrebbe ricredersi  e perdonarvi” dice il profeta Gioele (Gl. 2,14). La Quaresima ha, nella liturgia, il suo mezzo principale di evangelizzazione. PARTECIPIAMO! Anche se non possiamo andare a messa tutti i giorni, possiamo però seguire le letture. Esse ci orientano in questo cammino.

* * *
Facendo tutto questo in modo consapevole e perché nò! anche organizzato, potremo superare i gravi problemi  che rendono il mondo una “vergogna”!

 


 
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