Omelia Domenica di Pasqua 2012


La nostra vita ha senso solo a partire dalla Risurrezione. La fede deve essere matura, viva. Abbiamo una vita nuova perché siamo risorti con Cristo, per questo: pensate  alle cose di lassù... aspirate alle cose celesti non a quelle della terra (cfr. Col. 3, 2-3)

 

nº 1116
Omelia domenica di Pasqua
(08.04.12)
Pe. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

 

Ho visto il Cristo risorto

 

E’ veramente Risorto

 

La Veglia pasquale celebra la Risurrezione del Signore, il momento più importante della liturgia della Chiesa che mentre celebra la Risurrezione di Gesù celebra anche la nostra. Giovanni ricorda che era il primo giorno della settimana (Gv 20,1). Comincia un mondo nuovo, come nella creazione. Maddalena è andata al Sepolcro ed ha visto che la piera che ne chiudeva l’entrata era spostata. Corre ad annunciarlo a Pietro e a Giovanni ed anch’essi corrono al sepolcro e trovano le bende che giacevano distese e il lenzuolo che copriva il volto, il sudario, ripiegato a parte (Gv 19, 6-7). Pietro entrò e vide, Giovanni vide e credette. Il sepolcro vuoto è stato sempre la grande prova della risurrezione di Gesù. Il senso di avere il viso scoperto è una espressione della visione di Dio (faccia a faccia). Ora possiamo contemplare il volto divino di Cristo nel suo volto umano. Vedendolo, vediamo il Padre, come disse a Filippo: “Chi vede me, vede il Padre (Gv 14,9). I discepoli, Pietro e Giovanni non avevano ancora compreso la Scrittura secondo la quale Egli doveva risuscitare dai morti (Gv 20,9). La fede in Cristo risorto rimane una difficoltà anche per i cristiani. Non sanno fare della loro vita una vita unita a Gesù Risorto. Dobbiamo partire dalla Risurrezione per la nostra vita sacramentale e per la vita quotidiana. I discepoli nelle loro prime predicazioni ai giudei e, nella lettura di Atti 10, al pagano Cornelio, descrivono la sofferenza, ma mettono la Risurezione come punto fondamentale, dicevano: “Ma Dio lo risuscitò il terzo giorno, ha voluto che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni da Dio prescelti, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti” (Atti 10,40). La testimonianza dei discepoli è talmente convincente al punto da portare la conversione (come grazia dello Spirito) a tante persone. Celebrando la domenica di Pasqua rinnoviamo la nostra allegria, come preghiamo nel salmo: “Questo è il giorno che ha fatto il Signore per noi: rallegriamoci ed esultiamo!”. La misericordia eterna del Signore si manifesta nella risurrezione dell’Agnello immolato che ha tolto il peccato dal mondo (Sequenza). Gesù invia i discepoli, e noi, per testimoniarlo. Crede solo chi è capace di testimoniare. La Maddalena corre a raccontare tutto ai discepoli. La Risurrezione non è soltanto un fatto della storia di Gesù, è una realtà che muove la Vita che abbiamo e che ci è venuta dalla Risurrezione. “Morendo ha distrutto la morte, risorgendo ha donato a noi la vita” (Prefazio).

 

Passò facendo il bene

 

Missione che continua: “E Gesù ci ha ordinato di predicare al popolo e di testimoniare che Dio lo ha costituito Giudice dei vivi e dei morti” (42). Pietro, nella casa di Cornelio ha fatto una magnifica sintesi della vita di Gesù: “Dio ha consacrato in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, che passò facendo del bene e sanando tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perchè  Dio era con lui” (38). La missione di Gesù di liberare dal male e dare la vita non è un atto finale,  ma dura per tutta la sua vita. Il bene più grande è la risurrezione che avviene nel momento dell’atto di fede.

 

Cercate le cose di lassù

 

Coloro che sono risorti con Cristo hanno una Vita nuova. Ora la vita è altra, quella dall’alto. Non che si fugge la realtà della terra , ma che si vive sulla terra come nel cielo. Egli ha aperto per noi le porte dell’eternità. “concedi a noi, che celebriamo la Pasqua di risurrezione, di essere rinnovati nel tuo Spirito, per rinascere nella luce del Signore risorto” (Colletta). Per i sacramenti pasquali arriviamo alla luce della risurrezione (Dopo-comunione). Il cambiamento del cuore a causa della fede in Gesù e per l’azione di Dio in noi, ci porta a vivere una vita coerente con la vita di Gesù.

 

Letture: Atti 10, 34.37-43; S. 117, Colossesi 3, 1-4; Vangelo di Giovanni 20, 1-9


 
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