Omelia 17^ Dom. T.O. - 29.7.2012

Non abbiamo più 5 pani e due pesci, ma abbiamo 12 ceste, per sfamare il mondo affamato di pane e di Dio!

 

nº 1148
Omelia 17^ Dom. T.O.
(29.07.12)
Pe. Luiz Carlos de Oliveira
Redentorista

 

Cinque pani e due pesci

In questa domenica leggeremo il capitolo 6° del Vangelo di Giovanni, il discorso sul Pane di Vita. Si interrompe la lettura del vangelo di Marco. Giovanni non racconta l’istituzione dell’Eucaristia nell’ultima cena, ma nel capitolo 6°, dà il senso dell’Eucaristia. Il testo del Vangelo di oggi inizia con le parole “Era prossima la Pasqua, festa dei giudei” (Gv 6,4). L’Eucaristia è la Pasqua di Gesù. Giovanni dice che il popolo seguiva Gesù perchè vedeva i suoi segni. Segno è più che miracolo, poiché esso è realizzato per provocare la fede e donargli senso. Gesù fa un miracolo-segno che esigerà la fede. Il miracolo del pane è segno del Pane della Vita. La moltiplicazione  si sviluppa in diversi momenti. Vedendo la moltitudine Gesù si preoccupa di alimentarla. Domanda soluzioni. Filippo è pessimista: “Nemmeno 200 denari saranno sufficienti!”. Questo denaro è il salario di 200 giorni. Andrea cerca di risolvere il problema con i 5 pani e i due pesci portati da un ragazzo. Ma non è ancora la soluzione. Gesù li moltiplica. La reazione della gente coincide con le promesse: “Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: Questo è davvero il Profeta, colui che viene nel mondo” (Gv 6,14) Gesù si ritira, perchè vogliono farlo re, interpretando erroneamente il segno che lui aveva fatto. Con questo segno della moltiplicazione, Gesù vuole che crediamo in Lui  e che mangiamo e beviamo il suo Corpo e il suo Sangue. Rimangono 12 ceste del pane moltiplicato. Queste ceste significano i 12 apostoli. I discepoli distribuiscono il pane e il pesce, e questo è già l’Eucaristia e il Battesimo.

 

Usare i beni che passano

 

Il testo di Giovanni ci orienta a vivere l’Eucaristia come vita per un mondo che ha fame di Dio e di pane. Essa non è solo per l’adorazione. Gesù ha condiviso il pane dandolo a tutti.  Donare e condividere, ecco il cammino di Gesù e il nostro. Questo il grande mistero della fede mossa dalla carità. Solidarietà è il soprannome dell’Eucaristia. l’Eucaristia è un bene maggiore che non può essere guardato e nascosto. E’ per tutti. Gesù lo benedice dicendo grazie a Dio per il pane del ragazzino, quel poco pane che la madre gli aveva dato per seguire Gesù e che venne distribuito a 5 mila persone e ancora ne rimase. Il mistero del segno di Gesù è molto più ampio delle nostre ideologie e sistemi spirituali. Preghiamo nell’orazione della messa: “da te sorretti e guidati, usiamo saggiamente dei beni terreni nella continua ricerca dei beni eterni” (Colletta)

 

Vivere la vocazione

Paolo ci invita a vivere la nostra vocazione: “Vi esorto : comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto” (Ef 4,1). Paolo non si sta riferendo al pane di Vita, ma possiamo capire che la vocazione di tutti è vivere l’Eucaristia, non come devozione, ma come un modo di vivere: “... con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace” (2-3). Il popolo affamato è espressione di tutti coloro che cercano il Signore, come prega il salmo: “Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa e tu dai loro il cibo a tempo opportuno” (Sl 144). Cerchiamo il Pane del Cielo e Dio ce lo dà nell’Eucaristia, nel Corpo e Sangue di Gesù. Alimentati da questo pane formiamo un unico corpo. Il banchetto per tutti i popoli come ci dice la sapienza (Pr 9, 1-6),  ci sarà preparato da Dio, ma per quelli che credono e mangiano il Pane di Vita. Soltanto alimentandoci con questo potremo sfamare la fame del mondo. Non abbiamo più 5 pani e due pesci, ma abbiamo 12 ceste.

 

Letture: 2 Re 4, 42-44; S. 144, Ef. 4, 1-6

Vangelo di Giovanni 6, 1-15



 
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