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Avvento tempo della speranza -1^ Dom. Avvento 2013



Il tempo di Avvento celebra l’aspettativa della seconda venuta di Cristo. Per questo è tempo di vigilanza. Stiamo attenti, perché non sappiano nel il giorno né l’ora. Se siamo vigilanti non ci saranno sorprese. Non possiamo ripetere quello che avvenne al tempo del diluvuo. La vita correva e il diluvio venne all’improvviso e portò via tutto. Viviamo oggi talmente occupati con tante cose, meno con l’unico necessario che è aspettare l’arrivo del Signore. Egli non disturba se la gente sapesse stare con la valiga pronta!

nº 1288

Omelia 1^Domenica di Avvento

1.12.2013

p. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Avvento tempo della speranza

E’ adesso  il tempo di svegliarci

Quando iniziamo l’Anno Liturgico, non cambiamo solo una pagina del calendario, ma facciamo un passo grandioso verso l’incontro del Signore che viene. L’Avvento è tempo dell’ attesa e tempo dell’accoglienza. Camminiamo verso l’incontro del Signore che viene per inaugurare il Regno definitivo. È tempo dell’accoglienza che ci porta in modo sacramentale al Presepio per ricevere il “Figlio che ci è stato dato” (Is 9,5). Non viviamo l’attesa sofferta di un castigo, ma la serena aspettativa di ricevere “il Regno che ci è stato preparato fin dall’eternità” (Mt 25,34). È con il cuore del pastore che andiamo a Betlemme. È  con la disposizione di uno dei Re Magi che affrontiamo il cammino verso il “Re che è nato” (Mt 2,2). Il Vangelo ci invita a essere vigilanti. Non sappiamo l’ora, ma verrà. Gesù consiglia: “Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. … voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo». (Mt 24,42). Ogni giorno ci mette sempre più vicino a questo momento. Paolo ci  invita: “questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti” (Rm 13,11). Come dice Gesù noi viviamo come al tempo di Noè: essi mangiavano, bevevano, si sposavano, senza percepire niente fino a quando venne il diluvio e li travolse tutti. È necessario stare svegli e vedere negli eventi i segnali di Dio che viene ad incontrarci. Questo non è una minaccia, ma un dono.

Trasformare le strutture

L’Avvento non è solo una “festa liturgica” che prepara il Natale, poi si chiude tutto aspettando l’anno nuovo. È il tempo di mettere in pratica il progetto di Dio per il mondo rinnovato da suo Figlio. Il profeta Isaia mette simbolicamente Gerusalemme come punto verso il quale si dirigeranno tutti i popoli. Ora è il Regno di Dio che si inaugura con la presenza di Gesù. Il Regno non è politico e nemmeno si può equiparare ai molti modelli politici esso è la forza di Dio che muta le strutture. Possiamo trasformare il sogno del profeta in realtà.  Egli vedeva un mondo nuovo nel quale le spade si trasformeranno in aratri e le lance in falci (Is 2,4). L’industria e la tecnologia bellica oltre a consumare un montante finanziario incalcolabile aumentano la capacità di distruzione che avrebbe potuto essere usata per  generare vita per l’immensa moltitudine che non ha accesso al minimo necessari. Credere in Gesù significa creare nuove strutture per il mondo. I doni del mondo sono simili ai doni della morte. Ci sono persone che possiedono grandi doni e ricchezze, ma non sanno usare queste per dare condizioni di vita agli altri. Sarebbero doppiamente ricchi, poiché sarebbero dei ricchi anche davanti al Signore

Affrettatevi nelle buone opere

L’Avvento ha anche una connotazione di conversione. Paolo dice che è ora di rivestirsi di Cristo con le armi della luce, producendo opere buone, spogliandosi delle tenebre ed evitando le opere del male (cita: ubriachezze, orge e immoralità, litigi e rivalità). Il rinnovamento tiene in conto anche di essere attenti a quello che accade nel mondo. I conterranei di Noè  non percepirono quello che stava accadendo. Gesù usa la parabola del ladro. Dobbiamo essere vigilanti affinchè non veniamo derubati nei valori spirituali e umani. È necessario aver cura della creazione e dell’umanità. Ogni Avvento ci chiama “ad amare già da ora quello che è del Cielo e, camminando tra le cose che passano, abbracciare quelle che non passano” (Dopo-Comunione)




 
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