Home Pe. Luiz Carlos - Liturgia 2017 _ TUTTI I TESTI Anno A Omelia 16^ Domenica T.O. 23.7.2017
Omelia 16^ Domenica T.O. 23.7.2017




Il Regno di Dio è come una piantagione, cresce circondato da parassiti. Le comunità religiose, familiari, sociali, crescono circondate da opposizioni e difficoltà. Il male ci fa una concorrenza sleale. Per questo occorre restare uniti a Gesù per non essere soffocati dalla zizzania, che cresce anche dentro di noi, non solo intorno a noi.

nº 1668

Omelia 16^ Dom. T.O.

(23.07.17)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Saper vivere nei contrasti

Il Regno e il non-regno

La Parola di Dio insegna la realtà del Regno di Dio in  tre momenti: il Regno e i suoi nemici. Esso ha una forza che dall’interno ne guida la crescita come un seme. E’ come il lievito che fermenta tutta la pasta. Sono parole che parlano della realtà del Regno nelle più diverse situazioni.  Viviamo la fede in situazioni di tensione tra ciò che pensiamo e ciò che siamo. È  la zizzania che cresce insieme con il buon grano. Sono simili, per questo all’inizio  non si distinguono. Nella vita siamo sempre circondati dalle avversità che si contrappongono alla nostra fede. Il Regno  è soggetto a continue opposizioni e deve crescere accanto al male ben organizzato. Il male è forte, è vero. Ma forte deve essere il cristiano per vivere in queste situazioni. L’opposizione è la forza di essere sempre più forte e istruirsi, formarsi. Dobbiamo tenere in conto che la forza, il Regno, non dipendono da noi.  Danno il loro frutto senza che sappiamo come. Dipende dalla sua forza interna che viene da Dio. È come un semino che ha dentro di se alberi immensi. Così è il Regno di Dio. Quale è il comportamento che possiamo  attuare davanti alla cattiva pianta che cresce insieme al bene? Gesù dice che è come la pazienza, che dobbiamo aspettare l’ora del raccolto. Allora saranno separate. Allora trattare tutto con umanità è la condizione necessaria per la crescita. Dobbiamo agire come Dio come dice la Sapienza: “dominando  la propria forza, giudica con clemenza e ci governa con grande saggezza” (Sap. 12,18). Paolo presenta l’arma per proteggerci: “E’ secondo Dio che lo Spirito prega in noi. Non siamo soli davanti alle difficoltà – Egli prega in noi con gemiti inesprimibili” (Rm 8,26), questo vuol dire, con le parole di Dio che non abbiamo.

Nelle comunità

La vita delle comunità subisce molti rifiuti e critiche già dall’interno. Queste tensioni tengono i fedeli sempre allenati. Questo fortifica la nostra capacità di vivere. Possiamo pensare diversamente dalla comunità, ma che non sia per motivi spirituali. Sono questioni umane. Il vangelo non è una camicia di forza. Nessuno, ne movimenti né persone, esauriscono il Vangelo. È importante vivere ciò che è fondamentale e cioè l’amore a Gesù Cristo e la vita della comunità, a partire anche dalle differenze che non raggiungono la verità del Vangelo. In questo modo la fede si fortifica e ci da la forza per affrontare il nostro ambiente. Seguiamo gli orientamenti di Gesù: lasciare crescere uniti e attendere il giorno del raccolto. È il modo di Dio di agire: Giudicare con clemenza. Il giusto deve essere umano. È quello che diciamo nel salmo: “Tu sei clemente e fedele, sei amore, pazienza e perdono” (S. 85).  Sappiamo che gli altri conosceranno Dio attraverso il nostro comportamento.

Quando il nemico è dentro

Soffriamo quando vediamo dentro di noi la divisione: abbiamo cose buone che devono convivere con gli aspetti negativi del peccato. È necessaria pazienza e sapersi sostenere. Non aver paura di essere debole e di accogliere la debolezza degli altri, i nostri fratelli. Siamo tutti peccatori, abbiamo tutti la tendenza verso il male. San Paolo ci offre la sua esperienza: “Constato questa legge: quando credo di fare il bene, è il male che mi si presenta. Io mi compiaccio nella legge di Dio secondo l’uomo interiore, ma percepisco un’altra legge nelle mie membra  che lotta contro la legge della mia regione e che mi incatena alla legge del peccato” (Rm7, 21-23). Quanto più apparteniamo a Dio, molto più umani saremo. Abbiamo molte faglie ma anche molta forza per lottare. Chi non desidera lottare ha già perso. Abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio, soprattutto nella preghiera, nella riflessione e nella Eucaristia. Gesù è venuto per questo. E ha vinto. E noi Vinceremo!

 

Letture:Sap. 12,13.16-19;Salmo 85; Rom.8,26-27;Matteo 13,24-43




 
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