Omelia 4^ Dom. T.O. - 29.1.2017






Gesù propone le Beatitudini come cammino verso il Regno per il nuovo popolo di Dio. Gesù visse per primo le beatitudini percio’ accogliendo Gesù anche noi siamo quello che Lui è!

n. 1618

Omelia 4^ Dom. T.O.

29.1.2017

P. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Beati voi

Insegnamento di vita

L’insegnamento di Matteo si compone di discorsi in cui raccogliere gli insegnamenti fondamentali di Gesù. Nella liturgia di oggi ascoltiamo l’introduzione al discorso della Montagna. Come Mosè che, dall’alto del Monte Sinai  porta la legge di Dio, Gesù presenta la Nuova legge.  La prima legge fu promulgata tra tuoni e fulmini, e cosi’ nacque il popolo. Sul monte delle Beatitudini, invece, Gesù delinea il cammino dell’uomo nuovo. Chi lo ascolta sarà felice. Gesù comincia col proporre 8 pilastri  di questo nuovo popolo. Bastano per entrare nel Regno. Le Beatitudini sono il ritratto di Gesù da stampare in noi. Gesù affronto’ dei nemici forti che Lo rifiutavano. Ma ebbe sempre una parola e una accoglienza affettuosa per i deboli, che venivano proprio  da tutte quelle situazioni  del popolo  rese fragili in tanti modi. Dall’Antico Testamento Dio ha donato particolare attenzione ai deboli come leggiamo nel salmo 145. Le leggi proteggevano i bisognosi, purtroppo pero’ non erano applicate. Le speranze del popolo si concretizzarono in un piccolo gruppo chiamato dal profeta: il resto d’israele. Essi misero le loro speranze in Dio. In loro si stabili’ la certezza della salvezza offerta da Dio; Essi accolsero Gesù.  E’ per questo che Gesù li descrive in modo tanto bello: “Beati i poveri in spirito!”, sono essi infatti il resto di Israele. Maria, Giuseppe e i primi discepoli appartenevano a questo gruppo che custodiva la speranza.

Profilo del cristiano beato

Ogni cristiano presenta un aspetto delle beatitudini. La povertà  del cristiano significa essere impoverito e bisognoso di Dio. Dio è l’unica ricchezza che ci rende felici. Nei dolori sa cercare la consolazione in Dio. E’ mansueto perchè sà essere buono in tutto. Coloro che hanno fame e sete della giustizia Divina desiderano il bene di tutti. Il misericordioso è chi ha il cuore del Padre. Il puro di cuore è chi viene da Dio. Gli operatori di pace vivono la pace in se stessi grazie all’unione con Dio e cosi’ possono  impiantarla nel mondo. I perseguitati a causa della giustizia soffrono cio’ che Gesù ha sofferto e ricevono quello che Egli ha ricevuto. E’ quello che si constata nei comportamenti di Gesù e nelle sue parole: Egli pensa in modo diverso dal mondo. Cosi’ sorge  la scelta, l’opzione fondamentale. Per il mondo la felicità si trova all’opposto delle beatitudini: ricchezza, potere, non avere preoccupazioni, ingiustizia, mancanza di perdono, aggressività, opposizione a Cristo e ai suoi fedeli. La salvezza che Gesù offre desidera far uscire l’uomo dalla situazione di male e dai suoi numerosi frutti perversi. Gesù cura l’uomo da dentro.

Un progetto di vita

Come realizzare le beatitudini? Il primo passo è rerstare uniti a Cristo che è la Beatitudine. In Lui sono tutte le virtu’, poiché Egli è la Virtù. Gli atti buoni e gli sforzi personali sono certamente necessari. Le Beatitudini non sono decorazioni di natale messe su un albero, ma frutti che vengono dall’albero che è Cristo. E’ Lui che produce frutto in noi e noi cooperiamo affinchè essi siano abbondanti. La prima testimonianza che i cristiani possono offrire viene sempre dalla loro vita impostata nel progetto di Gesù. Cosi’ è stato Gesù, cosi’ devono essere i suoi seguaci. L’Eucaristia è il mezzo che ci unisce a Cristo che è la linfa Divina che produce i frutti in noi. L’educazione cristiana del discepolo deve passare per questi punti fondamentali. E’ inutile una fede, senza una vita concreta del progetto di Gesù. In lui possiamo maturare, in Lui che per primo visse le Beatitudini.

Letture: Sofonia 2,3;3,12-13; Salmo 145; 1Cor.1,26-31; Matteo 5,1-12ª



 
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