Omelia di Natale 2016


A Natale celebriamo la manifestazione di Dio nella carne umana. E’ Uomo. L’incarnazione del Figlio di Dio non è una leggenda, ma una realtà liberatrice, è l’irruzione del Divino nell’Umano.

 

nº 1608

Omelia del Natale del Signore Nostro

Gesù Cristo

(25.12.16)

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Abbiamo visto Dio

Ci è nato un figlio

Il popolo di Israele aveva coscienza della impossibilità di vedere Dio (Es 33,20). Vedere Dio significava morire. Cosa può esistere al mondo dopo che si è visto Dio? E’ ciò che celebriamo a Natale: Dio si è manifestato e noi abbiamo visto il suo volto: Dio si è manifestato nel suo Figlio. La festa del Natale celebra la nascita del Figlio di Dio nel mondo, come uno di noi, spogliato della gloria della divinità. La celebrazione non è come una commemorazione di un anniversario, ma la presenza del Mistero Pasquale del Cristo nella sua manifestazione. Partecipiamo del Mistero e riceviamo la grazia: “a tutti coloro che Lo ricevettero e a chi ha creduto nel suo nome ha dato il potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12) “Poiché il Verbo si è fatto carne e abitò tra noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di Unigenito del Padre, pieno di grazia e di verità” (Gv 1,14). Non basta fermarsi solo davanti al presepe e contemplare la tenerezza e la bellezza, ma andare ancora più avanti, accogliere la manifestazione di Dio. Il  piccolo che nasce è la manifestazione di Dio affinchè tutti credano e lo accolgano per avere la vita e averla in abbondanza (Gv 10,10). Venne per attrarre tutti al suo Amore e alla sua Vita. Venne a generare la comunione con la Divinità. Dobbiamo andare oltre la tenerezza e arrivare alla grazia che è la vita di Dio che ci è comunicata. Non è una nuova religione, ma il ritorno dell’uomo alla sua origine: il paradiso. È necessario uscire dai miti, dai bei canti, ed entrare nel cuore di Dio. Quel Piccolo gettato nella mangiatoia è l’Unigenito Figlio del Padre. Per questo gli Angeli cantano. È un avvenimento che coinvolge il Cielo e la terra.

Ci ha liberati dal male

La liturgia , nel proclamare il testo di Isaia (9, 1-6), manifesta la gioia e la paragona con cose tanto umane come la vendemmia e la vittoria. Eliminò la sofferenza del popolo durante una guerra.  Ha riscattato il popolo dalla sofferenza, poiché “ si è manifestata la grazia di Dio che porta la salvezza per tutti gli uomini” (Tt 2,11). L’incarnazione del Figlio di Dio non è una leggenda, ma una realtà liberatoria: “È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini, che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo, nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo;il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone.” (Tito 2,14). La redenzione, che è espressione dell’amore di Dio, modifica l’uomo  peccatore affinché pratichi il bene e venga restaurato l’universo. Il nome Gesù indica proprio che Dio è salvezza., “ perché Egli salverà il suo popolo dai peccati” (Mt 1,21). Peccati non sono quelle cose che prendiamo dal moralismo, ma si tratta della radice del male. La redenzione non riguarda primariamente il male, ma soprattutto l’unione con la Divinità. In Cristo l’umanità si unisce alla divinità. Questa umanità è la nostra. Egli l’ha ricevuta da Maria, poiché l’anelo disse a lei: “Il Figlio che nascerà sarà chiamato Figlio dell’Altissimo”. Gesù prese carne da Maria che è della nostra umanità. Gesù non è un personaggio della storia  Egli è l’irruzione di Dio nell’umano. La bellezza del Natale non può annullare Gesù.

La gloria futura

La preghiera Eucaristica della notte, chiamata messa del gallo perché cominciava al canto del gallo, cioè a metà della notte, ci illumina: “O Dio, che facesti risplendere questa notte santa con la chiarezza della vera luce, concedi che intravedendo nella terra questo mistero, possiamo godere nel cielo la sua pienezza”. La celebrazione del Natale ci porta a cercare il Cielo. Là sono le vere gioie. Conoscere e accogliere Gesù è entrare in un nuovo modo di vita. Il Natale non è un giorno, è una eternità. Dio viene a noi e noi andiamo a Lui per condividere la comunione eterna, già, come pellegrini. Buon Natale in Gesù

Letture: Messa della notte: Is 9,1-6; Sl 95; Tt 2,11-14;Lc , 2,1-14 -Gv 1,1-18 –

Messa del Giorno: Is 52,7-10;Sl 97; Eb 1,1-6;Gv 1,1-18.





 
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