Omelia Epifania del Signore 2017



La stella è Gesù, che illumina il cammino di chi lo cerca! Dio è il Dio di tutti

n. 1612

Omelia Epifania del Signore 2017

pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Dio è venuto per tutti

Abbiamo visto la sua stella in Oriente

L’Epifania è il secondo momento della Manifestazione del Signore. È lo stesso Mistero visto sotto un’altra angolazione. Il primo è quello del Natale, il terzo  sarà quello del Battesimo di Gesù e il quarto è la manifestazione ai discepoli a Cana. Dio si manifesta agli umili, ai Magi, ai giudei nel battesimo e per finire ai discepoli. I Magi erano studiosi di astronomia. Erano uomini di vera scienza, e conoscevano i cammini di Dio. Conoscevano la profezia di Balaam: Io lo vedo, ma non ora,io lo contemplo, ma non da vicino” (Numeri 24,17). Questo astro non è la stella del presepio, ma è proprio il Cristo. Quando la videro sul luogo dove stava Gesù, sentirono una gioia immensa. Entrando nella casa videro il Bambinello con Maria, sua madre. Adorarono e poi aprirono i loro forzieri e offrirono i loro doni: oro, incenso e mirra. Con i Magi restiamo più a livello della simbologia che della storia. Ciò che è importante, però, è vedere quello che il racconto vuole dire. Per questo abbiamo le altre letture. I nomi: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono anch’essi simbolici. Sono tradizioni posteriori. Le loro “probabili” relique sono a Colonia dal 1164. Furono portate dalla Palestina attraverso Costantinopoli, Milano fino in Germania. Ma fondamentale è la verità del Vangelo. Gesù è venuto per tutti.

La grande rivelazione

Il profeta Isaia dice su Gerusalemme: “Alzati Gerusalemme perché arriva la tua luce”. Alza gli occhi intorno e vedi: tutti si riuniscono e vengono a te … Il mondo nelle tenebre vide una grande luce (Is 60,2). I Magi rappresentano tutti i popoli pagani che cercano Dio e Lo incontrano in Gesù, rivelazione del Padre. San Paolo dice nella lettera agli Efesini che ha ricevuto la rivelazione da Dio e ebbe così la conoscenza del Mistero: “Tutti i popoli sono ammessi alla stessa eredità, come membri dello stesso corpo sono associati alla stessa promessa in Gesù Cristo per mezzo del Vangelo”: Dio è il Dio di tutti. Ma non era certo questa la mentalità giudaica. Cristo venne per tutti. Sfortunatamente però dopo 2000 anni ancora abbiamo una umanità immensa che ancora non ha ricevuto questo annuncio. Dunque dobbiamo annunciare. Ma ora, al posto di cercare forme nuove, stiamo raffreddando l’ardore missionario. Può darsi che la nostra fede non sia sufficiente per entusiasmare la missione. La Chiesa si sta ingolfando e perdendo i ritualismi e legalismi, senza ricordare i mali che oscurano l’annuncio del Vangelo. C’è chi pensa che Dio non serva a nulla.

Offerta dei poveri

L’offerta di oro, incenso e mirra significa che il Cristo che nasce , e che essi adorano, è il Signore re dell’universo al quale offrono in dono oro. È il Dio, al quale offrono l’incenso dell’adorazione. Ma è anche l’uomo dei dolori, che partecipa delle nostre debolezze, dolori e morte, per questo offrono la mirra. Essa è una resina che veniva usata per imbalsamare i cadaveri e serviva da anestetico per i dolori. Questa è la risposta che possiamo dare al Bambinello che ci fu dato. Erode  si rifiutò e desiderò ucciderLo. I Magi accolsero, adorarono e ritornarono per un altro cammino. Non fecero il gioco di Erode.  Ancora oggi Erode è vivo in tanti progetti di distruzione della vita e del cuore dei piccoli. Un rinnovamento della fede deve manifestarsi  in un avvicinamento ai piccoli. Cercare Dio, anche attraverso la scianza umana. La conoscenza della Parola di Dio è la base per la ricerca. E mettersi in cammino, non lasciando avvilupparsi dalle ideologia che cercano di eliminare il Bambinello.

Letture:Is.60, 1-6; Salmo 71; Ef.3, 2-3a.5-6;Matteo 2, 1-12





 
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