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Omelia Solennità Immacolata Concezione 2016


nº 1603

Articolo

Pe. Luiz Carlos de Oliveira

Redentorista

Immacolata Concezione

Dal peccato alla grazia

Nella Chiesa ci sono dogmi  e verità di fede non creati dalla volontà umana. Sono riconosciuti come verità non negoziabili. E’ la fede data da Dio. Di essa ci parla la Scrittura o la Sacra Tradizione che ha fondamenti nella Scrittura. Sono verità della fede cristiana. I dogmi furono studiati e riconosciuti dai Concili Ecumenici o proclamati solennemente dall’autorità del magistero dei papi. Essi non hanno inventato i dogmi.  Ma hanno riconosciuto che appartengono alla fede e sono definiti come verità da credere senza dubitare.  C’è chi dice: io sono cattolico, ma non accetto molte cose.  Invece è necessario accettare tutte le verità della fede. Non è questione di essere o no cattolico, o si crede tutto o niente. Cio’ che si deve credere sono le verità della fede e non le cose che sono sorte durante la storia. Il papa Pio IX, nell’esercizio del Ministero Pontificio, dopo aver consultato tutta la Chiesa, nel cercare di conoscere quello che la Tradizione ci ha insegnato, ha proclamato che Maria è stata concepita senza peccato originale.   Dal peccato dei progenitori tutta l’umanità è stata macchiata e per questo motivo il Figlio di Dio si è incarnato (dogma) nel seno della Vergine Maria (è dogma) e ha realizzato la redenzione dell’umanità (è dogma). Paolo insegna che la grazia di Dio è stata più grande del peccato, il quale è stato compiuto dall’uomo ma la grazia ci è stata data da Gesù Cristo. “se per la trasgressione di uno solo, molti sono morti, a maggior ragione la grazia di Dio e il dono della grazia proveniente da un solo uomo Gesu Cristo, sono stati riversati abbondantemente su molti” (Rm 5,15). Il peccatoha colpito tutta l’umanità e anche la natura soffre a causa di questo (Rm 8,20622).

Fu preservata

La festa dell’Immacolata Concezione di Maria celebra non soltanto un dono personale dato alla Madre di Gesù, ma la grandezza del dono infinito della santità di Dio garantita all’umanità. Maria è la prima ad usufruire di tale prezioso dono e con ragione preghiamo: “O Padre, che nell'Immacolata Concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l'hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito.”. Questo dono era necessario affinchè Gesù non fosse concepito  nel lignaggio del paccato di Adamo ed Eva. Il racconto sul peccato commesso nel Paradiso dopo che Eva cadde nella tentazione diabolica (del serpente) insegna che l’uomo ha perduto la grazia originale e cosi’ è cominciata la corrente del male che ha invaso il mondo. La lettera di Paolo agli Efesini ci mostra che fummo scelti “per essere santi e immacolati davanti al Signore nell’amore”. Il progetto di Dio era la grazia invece l’uomo invento’ il peccato. Maria è stata liberata dal peccato originale prima di essere concepita. Per lei si restaura il Paradiso in noi. E’ un dono per pura grazia di Dio. La liberazione dipende dal fatto che la redenzione di Gesù è per tutti i tempi, non solo per coloro che la vissero. Per questo Maria fu redenta in vista dei meriti di Gesù. Lo stesso Spirito Santo  che concepi’ in Lei Gesù la fecondo’ con la grazia, per questo l’Angelo le disse: “Salve piena di Grazia”. In lei stava già tutta la grazia, in lei non vi era traccia di peccato.

Purificati per sua intercessione

A noi interessa vincere il peccato e vivere nella grazia perchè mai potremo generare Gesu’ nel mondo o essere dimora di Dio. Preghiamo: “ concedete di arrivare fino a Voi purificati anche da ogni colpa per la sua intercessione materna”. Maria ha ricevuto il dono della redenzione nel momento della sua concezione, quando tutti gli uomini ricevono invece il marchio del peccato originale. Ma lei ha corrisposto alla grazia accogliendo il messaggio dell’Angelo nell’incarnazione, generando Gesù, si prese cura di Lui e con Lui resta al Calvario nel generare i figli della redenzione: “Donna ecco tuo figlio. Figlio ecco tua madre” (Gv 19,26). Siamo figli, fratelli del Redentore che lei ha generato.





 
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