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Ottavo Giorno

 

 

 

 

OTTAVO GIORNO

 

§ - Maria vera sposa di Giuseppe

 

Lo fu certamente perché come Giuseppe è detto marito di Maria, così Maria è indicata come moglie di Giuseppe: i testi biblici non consentono dubbi (Mt 1,16, 18.20; Lc 2,5). Essi dunque contrassero un vero matrimonio, per cui ciascuno acquistò un vero “ius in corpus” dell’altro, anche se il contratto dovette essere condizionato alla libera e matura promessa di non valersene per ragioni superiori ben note ad entrambi. Giuseppe, infatti, dopo il monito dell’Angelo (e prima di coabitare con Maria) dovette capire chi realmente fosse la Sposa e a qual missione fosse stata predestinata accettandone tutte le conseguenze. E Maria, pur essendo decisa a restare vergine in seguito ad un’evidente ispirazione di Dio, non ritenne di doversi sottrarre alla comune legge del matrimonio, secondo il costume ebraico rispettato da tutte le figlie d’Israele. Quindi, accolse la situazione in cui venne a trovarsi, anche se imbarazzante, secondo il giudizio umano, col più filiale abbandono nella Provvidenza, a cui spettava l’iniziativa di tutto, quindi la migliore soluzione del singolarissimo caso.

Era necessario, inoltre, che Gesù fosse generato da una donna legittimamente sposata per avere una paternità almeno legale, e così salvare il proprio personale prestigio; come del resto, conveniva che Maria avesse uno sposo della statura morale di Giuseppe, perché nessuno dubitasse della sua onestà; e sia Lei che Gesù potessero avere un valido sostegno per vivere con serenità e decoro; ciò che avrebbe favorito anche il futuro ministero del Salvatore

(S. Agostino, Contra Julianum, V, 12; Leone XIII Quamquam pluries ASS 1889, ss, p. 66; S.Th III q. 28,a4; q.29 a.1) 

 


 

 
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